Parere Anac n. 33/25 e comunicato 11/3/2026

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In breve

Stretta agli impianti sportivi … Più spazio alle gare, affidamenti diretti come eccezione …

L’affidamento diretto previsto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 38/2021 della Riforma dello Sport non rappresenta una modalità ordinaria, ma un’eccezione rigorosamente circoscritta. E’ possibile solo in presenza di particolari condizioni: proposta unica, impianto da riqualificare, progetto corredato da piano economico-finanziario, finalità sociali e valore sottosoglia.

Trattandosi di una deroga all’evidenza pubblica, l’ente locale è tenuto a motivare puntualmente l’interesse pubblico e a garantire tracciabilità e trasparenza della scelta; anche quando di tratta di “gestione gratuita” si è nell’ambito delle concessioni di servizi, con conseguente applicazione dei principi di concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione. Le Asd e Ssd, pur senza scopo di lucro, sono a tutti gli effetti “operatori economici”.

Partenariato pubblico-privato: il diritto di prelazione è stato ritenuto incompatibile con i principi di concorrenza e trasparenza e la clausola non può più essere prevista, né esercitata, neppure nelle procedure già avviate, con obbligo per le amministrazioni di disapplicarla. Conseguenza: si restringono gli spazi per affidamenti diretti alle realtà sportive dilettantistiche, e per le stesse cambia radicalmente l’approccio: non è più sufficiente presentare un progetto per ottenere la gestione, né confidare in posizioni di vantaggio. Serve una capacità progettuale e organizzativa in grado di reggere un confronto aperto con il mercato.

La vera criticità riguarda però gli impianti di dimensione medio-piccola, dove il margine economico è limitato e l’equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità gestionale è più fragile. Per società ed associazioni sportive dilettantistiche occorre uscire definitivamente da una logica “affidataria” per entrare in una logica imprenditoriale, capace di competere su qualità progettuale, sostenibilità economica e impatto sociale. Non basta più essere solo presenti sul territorio.

ItaliaOggi di sabato 21 marzo 2026, pag. 30, a firma di Matteo Pozzi

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